martedì 27 febbraio 2018

Pilota di parapendio biposto, professionista.

Non sono uno sportivo, solo mi piace volare. In parapendio, deltaplano, aliante, anche solo con la testa con gli aeromodelli, come da quando avevo 9 anni quando ho imparato a farli volare con i "Falchi" di Bergamo.


Questo fa una certa differenza con chi invece arriva al volo dall'alpinismo  (ci sono molti esempi) o da altri sport. E' una questione di approccio mentale.
Lo sportivo ha un approccio al volo in parapendio più legato alla performance, io invece sono più contemplativo. Forse per questo sopporto meglio di altri sportivi la routine che a volte si instaura nel nostro lavoro, quando fai anche 8/9 voli al giorno. Per me un buon decollo e atterraggio sono sufficienti per darmi soddisfazione. Ecco, su questo sono pignolo. Decolli e atterraggi senza sbavature: questo mi dà soddisfazione (oltre che ad influire positivamente sulla sicurezza, ovviamente).

Ho cominciato la mia carriera di pilota di biposto professionista portando gli amici in volo, dopo aver preso l'abilitazione nel 2009 e ho aperto la mia associazione nel 2010.
Poi ho mollato il mio lavoro presso la ditta dove lavoravo come metallurgista: un buon lavoro, bello e con un bell'ambiente. Ho preso un biglietto per la Nuova Zelanda perché da lì avevano pubblicato un annuncio che cercavano piloti biposto. Sono arrivato ad Auckland per poi tornare subito indietro. Ma questo vale una storia a sè.